Il falso Medioevo del Quartiere Gotico di Barcellona: come la città si è reinventata nel Novecento

Un Medioevo ricostruito pietra dopo pietra

Il Quartiere Gotico di Barcellona, che oggi ammiriamo come cuore medievale della città, non è poi così antico come sembra.
Le sue piazze, i vicoli e i palazzi gotici sono il frutto di un lungo processo di “medievalizzazione” avviato nel primo Novecento, quando Barcellona decise di reinventare la propria immagine storica per ragioni identitarie, culturali e turistiche.

Quella che oggi conosciamo come la Barcellona “medievale” è, in gran parte, una costruzione moderna, nata in un momento cruciale di trasformazioni urbane e politiche.

1908 — la nascita della SAF e la costruzione di Via Laietana

Nel 1908, mentre iniziavano i lavori per aprire la Via Laietana — una grande arteria che tagliò in due il tessuto medievale del centro storico — venne fondata la SAF, la Societat d’Atracció de Forasters.
Quest’associazione, composta da imprenditori, intellettuali e autorità locali, aveva un obiettivo preciso: promuovere Barcellona come destinazione turistica moderna e attraente per i visitatori stranieri.

La costruzione della Via Laietana comportò la demolizione di gran parte del quartiere antico, e ciò generò una doppia reazione:
da un lato il desiderio di progresso e apertura verso la modernità; dall’altro, la nostalgia per il passato perduto e la volontà di conservarne almeno l’immagine.

Fu proprio in questo contesto che nacque il progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio gotico, sostenuto dalla SAF e da architetti come Jeroni Martorell e Josep Puig i Cadafalch, decisi a “ricostruire” la Barcellona medievale non com’era, ma come si desiderava che fosse.

La medievalizzazione del Gotico come progetto d’immagine

La SAF non si limitò a promuovere la città: ne plasmò l’estetica e la narrativa.
Attraverso la pubblicazione di guide, fotografie e materiale promozionale, contribuì a creare un’immagine di Barcellona “romantica e medievale”, capace di sedurre i viaggiatori europei.

Per dare coerenza visiva a questa narrazione, si restaurarono — e spesso si ricostruirono — numerosi edifici del centro storico.
Le facciate medievali furono reinventate, i cortili gotici spostati da un edificio all’altro, e nacquero così alcuni degli angoli più iconici della città, come la Plaça del Rei e il celebre Pont del Bisbe, realizzato nel 1928.

Dalla conservazione alla scenografia urbana

L’operazione di medievalizzazione fu tanto culturale quanto scenografica.
Il quartiere gotico venne “ripulito” e reinterpretato per rispondere alle aspettative del turismo internazionale, proprio come la SAF auspicava.

Non si trattò solo di restaurare: si mise in scena una versione ideale del Medioevo, capace di raccontare una Barcellona identitaria, fiera e profondamente catalana.

La città divenne un grande teatro urbano, in cui autenticità e invenzione convivevano, e quel racconto — costruito oltre un secolo fa — continua ancora oggi a plasmare l’immagine che i visitatori portano con sé.

Oggi, un’eredità da leggere con occhi nuovi

Oggi il Gotico non è solo un quartiere: è un documento vivente del rapporto tra storia e rappresentazione.
Dietro ogni arco e ogni pietra si nasconde una decisione politica, estetica e turistica presa più di un secolo fa.

Camminando tra le sue vie, si attraversano strati di tempo sovrapposti: il Medioevo originale, il sogno neogotico del Novecento e la Barcellona contemporanea che continua a reinventarsi.

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